Amministratore di Sostegno, Interdizione, Inabilitazione

 

Chi è l’Amministratore di sostegno nel nostro ordinamento?

L’amministratore di sostegno è stato creato con l'introduzione della Legge n. 6 del 9/01/2004 con la finalità di superare progressivamente gli istituti dell'interdizione e dell'inabilitazione.

Nel caso in cui un soggetto sia totalmente incapace di provvedere ai propri interessi è previsto che con sentenza venga dichiarata la sua interdizione. Con il medesimo provvedimento viene nominato un tutore che deve provvedere a curare gli interessi del soggetto interdetto.

Se invece un soggetto sia parzialmente incapace di provvedere ai propri interessi viene dichiarata con sentenza la sua inabilitazione e viene nominato un curatore che possa affiancarlo. Il soggetto inabilitato può compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione mentre per la straordinaria amministrazione deve essere necessariamente assistito dal curatore

I principi di civiltà giuridica che hanno ispirato la scelta del legislatore nel coniare la figura dell’amministratore di sostegno costituiscono il frutto di un iter legislativo che ha preso le mosse nella seconda metà degli anni 80, sorretto da una notevole consapevolezza che la menomazione fisica o psichica non possa e non debba costituire causa di emarginazione della persona dell'ambiente familiare e sociale e di impedimento all'esercizio dei Suoi diritti fondamentali.

La protezione dei soggetti non in grado di provvedere alla cura dei propri interessi è sempre stato un ambito molto importante e delicato da regolamentare, da un lato investendo aspetti personali e sociali delle persone interessate e, dall'altro, coinvolgendo le strutture giudiziarie ed amministrative, chiamate adoperare con efficienza e rapidità. L’amministrazione di sostegno è nata, quindi, sulla spinta della necessità di operare una modifica legislativa che tenesse il più possibile in conto - a volte anche limitate - capacità del beneficiario, seguendone le inclinazioni personali, rispettandone le scelte esistenziali e assicurandogli una misura di protezione adeguata e meno invasiva e, soprattutto, commisurata alle concrete esigenze di tutela della persona.

 

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A cosa serve l’amministrazione di sostegno e a chi è destinata?

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È un istituto che mira a proteggere le persone che, per infermita' o menomazioni fisiche o psichiche, anche parziali o temporanee, hanno una ridotta autonomia nella loro vita quotidiana. Alle persone disabili, quindi, sono riconosciute delle valide misure di protezione flessibili, adattabili nel tempo alle diverse e svariate esigenze, in modo tale da consentire una protezione del soggetto debole, senza mai giungere ad una totale esclusione della sua capacita' di agire.

L’amministratore di sostegno ha quindi il compito di assistere, sostenere e rappresentare chi, per effetto di una menomazione fisica o psichica, si trovi nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere in tutto o in parte al compimento delle funzioni della vita quotidiana.

Spesso, infatti, persone che presentano una limitata capacità di agire non riescono a provvedere a se stessi e ad assolvere compiti quotidiani in modo autonomo.

Con l’amministrazione di sostegno si garantisce a questi soggetti il giusto equilibrio tra la tutela ed il rispetto dei diritti della persona, assicurando la protezione giuridica solo per gli atti strettamente necessari e riconoscendo, per gli altri, piena libertà di agire al soggetto coinvolto.

Ai sensi dell'art. 409 c.c. infatti: "Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore di sostegno. Il beneficiario dell'amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana".


Come viene nominato l’Amministratore di sostegno ?

L'amministratore di sostegno e' nominato dal Giudice Tutelare ed e' scelto preferibilmente nello stesso ambito familiare dell'assistito, secondo requisiti di idoneita' ritenuti dallo stesso Giudice.

Puo' essere nominato amministratore di sostegno: il coniuge (o la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella ed i parenti entro il quarto grado. Sono questi, infatti, i soggetti legittimati ad agire, oppure (comunque) quelli che devono essere informati della pendenza del ricorso presentato dinanzi al Giudice. Qualora tale scelta non sia possibile, per motivi di opportunita' o altro, l'amministratore e' nominato tenuto conto dell'esclusivo interesse del beneficiario ed è solitamente un esperto e competente del settore.

I criteri per la scelta della persona che dovrà ricoprire il ruolo di amministratore di sostegno sono infatti contenuti nell'art. 408 c.c. che dispone quanto segue:

    "La scelta dell'amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario. L'amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. In mancanza, ovvero in presenza di gravi motivi, il giudice tutelare può designare con decreto motivato un amministratore di sostegno diverso. Nella scelta, il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata […]".

E, ancora, dispone:

    "Il giudice tutelare, quando ne ravvisa l'opportunità, e nel caso di designazione dell'interessato quando ricorrano gravi motivi, può chiamare all'incarico di amministratore di sostegno anche altra persona idonea, ovvero uno dei soggetti di cui al titolo II al cui legale rappresentante ovvero alla persona che questi ha la facoltà di delegare con atto depositato presso l'ufficio del giudice tutelare, competono tutti i doveri e tutte le facoltà previste nel presente capo".

Viene tuttavia precisato ai sensi dell'art. 408 c.c. che: "Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il soggetto beneficiario".


Come si richiede l’Amministratore di sostegno?

Per ottenere la nomina di un amministratore di sostegno nell’interesse di una persona è necessario depositare una domanda, che assume la forma di un ricorso. L' assistenza di un avvocato esperto, bravo e competente non è necessaria ma sicuramente consigliabile.

Tale ricorso deve essere presentato presso il tribunale del luogo dove il soggetto interessato vive abitualmente, direttamente all’ufficio del giudice tutelare. Il giudice tutelare provvede, entro 60 giorni dalla data di presentazione dell'istanza – ricorso, alla nomina con decreto motivato immediatamente esecutivo previa fissazione di udienza di comparizione.

La domanda puo' essere presentata dallo stesso beneficiario (anche se minore, interdetto o inabilitato), dal coniuge (o dalla persona stabilmente convivente), dai parenti entro il 4° grado, dagli affini entro il 2° grado, dal tutore o curatore e dal Pubblico Ministero.

I responsabili dei servizi socio-sanitari, che abbiano conoscenza di fatti tali da rendere necessario il procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a presentare autonomamente la richiesta.

Il provvedimento di nomina deve contenere, ai sensi dell'art. 405 c.c., l'indicazione:

"1) delle generalità della persona beneficiaria e dell'amministratore di sostegno;

2) della durata dell'incarico, che può essere anche a tempo indeterminato;

3) dell'oggetto dell'incarico e degli atti che l'amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario;

4) degli atti che il beneficiario può compiere solo con l'assistenza dell'amministratore di sostegno;

5) dei limiti, anche periodici, delle spese che l'amministratore di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità;

6) della periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l'attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario".


Quali poteri e doveri possiede l'Amministratore di sostegno?

Le norme di riferimento sono l'art. 409 e l'art. 410 c.c. .

Ai sensi dell'art. 409 c.c.: "Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l'assistenza necessaria dell'amministratore di sostegno. Il beneficiario dell'amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana".


I Poteri

Dal tenore letterale della disposizione riportata si evince che gli atti che l'amministratore di sostegno può compiere in rappresentanza, ovvero in nome e per conto del beneficiario saranno preclusi al beneficiario dell'amministrazione di sostegno. In questa ipotesi distinguiamo tra:

1) atti di ordinaria amministrazione: (si pensi ad esempio acquisto di beni mobili) per il compimento dei quali l'amministratore non può agire senza la preventiva autorizzazione del giudice tutelare (a meno che il giudice nel decreto non abbia disposto diversamente);

2) atti di straordinaria amministrazione: (si pensi ad esempio alla compravendita di un bene immobile; agire in giudizio…) per il compimento dei quali è necessaria l'autorizzazione, con decreto, dal giudice tutelare.

Gli atti che l'amministratore di sostegno può compiere in assistenza del beneficiario sono atti che si concludono solo con l'intervento sia del beneficiario, sia dell'amministratore di sostegno.

Gli atti che, invece, non sono riservati alla competenza esclusiva o parziale dell'amministratore di sostegno rimangono nella piena titolarità del beneficiario.

Il beneficiario, infatti, indipendentemente dalle prescrizioni contenute nel decreto di nomina, può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.

E' richiesta l'autorizzazione del Giudice Tutelare per:

- acquistare beni, tranne i mobili necessari per l'economia domestica e per l'amministrazione del patrimonio;

- riscuotere capitali, consentire alla cancellazione di ipoteche o allo svincolo di pegni, assumere

obbligazioni;

- accettare eredita' o rinunciarvi, accettare donazioni o legati;

- fare contratti di locazione d'immobili di durata superiore ai nove anni;

- promuovere giudizi, salvo che si tratti di denunzie di nuova opera o di danno temuto, di azioni possessorie o di sfratto e di azioni per riscuotere frutti o per ottenere provvedimenti conservativi.

E' richiesta l'autorizzazione del Tribunale, su parere del Giudice Tutelare per:

- alienare beni, eccettuati frutti e mobili soggetti a facile deterioramento;

Quando nel dare l'autorizzazione il Tribunale non ha stabilito il modo di erogazione o di reimpiego del prezzo, lo stabilisce il giudice tutelare.

- costituire pegni o ipoteche;

- procedere a divisione o promuovere i relativi giudizi;

- fare compromessi e transazioni o accettare concordati.


I doveri

Quanto ai doveri l'art. 410 c.c. stabilisce che, nello svolgimento delle sue funzioni, l'amministratore di sostegno deve rispettare una serie di doveri e precisamente:

    tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario;

    deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere;

    deve informare il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso;

    è tenuto, altresì, a continuare nello svolgimento dei suoi compiti per almeno dieci anni ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dal convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.

Il nostro legislatore ha, altresì, previsto che l'amministratore di sostegno è tenuto periodicamente - annualmente, semestralmente o anche ed eventualmente trimestralmente - in base alla cadenza temporale prescritta dal giudice tutelare alla presentazione al medesimo di una relazione che attesti l'attività svolta e descriva, dettagliatamente, le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario e rendere il conto della propria gestione economica.

L'amministratore di sostegno, una volta nominato, presta giuramento di svolgere il proprio incarico con fedeltà e diligenza. Nello svolgimento delle sue funzioni deve tenere conto delle aspirazioni e dei bisogni del beneficiario e informarlo delle decisioni che intende prendere e, in caso di disaccordo, informarne il giudice tutelare.


Quali sono gli atti compiuti in violazione di legge dall'Amministratore di sostegno o dal beneficiario?

Secondo quanto dispone l'art. 412 c.c. "Gli atti compiuti dall'amministratore di sostegno in violazione di disposizioni di legge, od in eccesso rispetto all'oggetto dell'incarico o ai poteri conferitigli dal giudice, possono essere annullati su istanza dell'amministratore di sostegno, del pubblico ministero, del beneficiario o dei suoi eredi ed aventi causa.

Possono essere parimenti annullati su istanza dell'amministratore di sostegno, del beneficiario, o dei suoi eredi ed aventi causa, gli atti compiuti personalmente dal beneficiario in violazione delle disposizioni di legge o di quelle contenute nel decreto che istituisce l'amministrazione di sostegno".

Il termine di prescrizione per le azioni di annullamento è di 5 anni e decorre dal momento in cui è cessato lo stato di sottoposizione all'amministrazione di sostegno.


Quando viene disposta la cessazione e sostituzione dell'Amministratore di sostegno?

Il nostro legislatore all'art. 413 c.c. dispone che è possibile chiedere la cessazione o la sostituzione dell'amministratore di sostegno.

Questa eventualità può accadere quando:

-quando lo stesso beneficiario, l'amministratore di sostegno, il pubblico ministero o alcuni dei soggetti indicati dall'art. 406 del codice civile, ritengono che si siano determinati i presupposti per la cessazione dell'amministrazione di sostegno, o per la sostituzione dell'amministratore

-quando questa si sia rivelata inidonea a realizzare la piena tutela del beneficiario

La richiesta deve essere motivata e va proposta con apposita istanza al giudice tutelare dal beneficiario, dall'amministratore di sostegno, dal Pm o dagli altri soggetti indicati dall'art. 406 c.c..

L'istanza va comunicata al beneficiario e all'amministratore di sostegno. Il giudice una volta acquisite tutte le necessarie informazioni e disposti i mezzi istruttori decide con decreto motivato.


Di cosa si occupa lo Studio Legale Mauro in relazione all'amministrazione di sostegno?

Lo Studio e i suoi professionisti sono un valido supporto per coloro che devono valutare l'ipotesi di una amministrazione di sostegno.

Lo Studio con il suo staff di avvocati esperti, competenti e preparati si occupa infatti di fornire quella indispensabile consulenza ed assistenza per il deposito di ricorsi di nomina, istanze per la sostituzione dell’amministratore di sostegno, istanze per la revoca dell’amministratore di sostegno, deposito di inventari del patrimonio del beneficiario, rendiconti annuali e in ogni caso di fornire un qualificato e professionale supporto a coloro che si dovessero avvicinare alla problematica dell’amministrazione di sostegno o anche semplicemente avessero necessità di gestire un patrimonio mobiliare e/o immobiliare senza ricorrere all’amministrazione di sostegno.


 

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