Diritto delle successioni – Diritto internazionale privato delle successioni

Studio Legale Avvocato Mauro: Diritto delle successioni – Diritto internazionale privato delle successioni, Milano

La scomparsa di un familiare rappresenta sempre un evento particolarmente doloroso e difficile da affrontare dal punto di vista emotivo, perché ci costringe a confrontarci con sconvolgimenti emozionali che mettono a dura prova i nostri sentimenti.

Anche in situazioni del genere, nondimeno, occorre essere pronti a governare, nell’interesse nostro e dei nostri cari, non solo le sofferenze personali, ma anche i molteplici effetti giuridici determinati dalla morte di un prossimo congiunto. Diversamente, per ragioni legate all’eredità, ci si espone al rischio concreto di dover fronteggiare innumerevoli problemi di natura successoria capaci di generare lunghissimi contenziosi legali dall’esito incerto che, nella generalità dei casi, sono destinati a protrarsi per anni.

Trattandosi di vicende che hanno un notevole impatto sulle famiglie, il legislatore nazionale ed europeo, e l’indagine giuridica, hanno costantemente dedicato grande attenzione ai temi relativi alla successione ereditaria e al trasferimento del patrimonio familiare tra le generazioni.

Non è dunque un caso che il diritto successorio sia tra le materie che richiedono al giurista maggiore specializzazione tecnica e una preparazione specifica che è possibile acquisire unicamente a conclusione di studi specializzati.

Per la gestione di una successione ereditaria è pertanto sempre consigliabile rivolgersi ad uno Studio Legale che, in questo particolare ambito dell’ordinamento giuridico, sia in grado di coniugare affidabilità e competenza ad un’esperienza professionale pluriennale.

A tale proposito, giova ricordare che lo Studio Legale Mauro, grazie all’impegno e alle capacità tecniche di un gruppo di lavoro composto da avvocati e giuristi di comprovata esperienza e competenza nel settore, ha sempre puntualmente assicurato ai propri assistiti, nella trattazione della complessa materia del diritto delle successioni, un’assistenza e una consulenza legale di primissimo livello, che si traducono, da anni, in risultati concreti, positivi e soddisfacenti per i diretti interessati.

Qui di seguito quindi, prima ancora di procedere ad un breve ma importante excursus giuridico su una materia che desta indubbiamente notevole interesse nei più, vengono indicati, a titolo informativo, alcuni dei temi, anche di natura internazionalprivatistica, che con particolare cognizione di causa lo Studio Legale Mauro affronta quotidianamente nello svolgimento dell’attività di consulenza e patrocinio accuratamente predisposta a favore dei propri clienti.

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Nello specifico, pertanto, lo Studio offre qualificata assistenza e consulenza legale, di natura sia giudiziale che stragiudiziale, nei seguenti ambiti del diritto successorio:

- apertura della successione (vocazione e delazione, successione della delazione, rapporti patrimoniali oggetto di successione, poteri del chiamato prima dell’accettazione);

- adempimenti preliminari di carattere burocratico e fiscale (ricognizione dei beni del de cuius; corretta stima, a mezzo di consulente tecnico, dello stato e del valore dei beni e dei cespiti del patrimonio ereditario; predisposizione e presentazione della dichiarazione di successione per via telematica; volturazione catastale degli immobili ereditari; corretta individuazione delle imposte ipotecaria, catastale e di successione; ottimizzazione del carico fiscale in capo ai futuri eredi);

- eredità giacente (verifica dei presupposti di applicazione dell’istituto, istanza per la dichiarazione di giacenza e per la nomina di un curatore);

- capacità di succedere delle persone fisiche e giuridiche nella successione legittima e testamentaria, e casi di incapacità di ricevere per testamento;

- indegnità a succedere (casi di indegnità, azione di indegnità, riabilitazione della persona dell’offensore);

- acquisto dell’eredità (accettazione pura e semplice, espressa o tacita; accettazione con beneficio d’inventario; casi di decadenza dal beneficio d’inventario; separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede su richiesta dei separatisti; acquisti del terzo dall’erede apparente);

- azioni a tutela dell’erede (azioni possessorie e cautelari, petizione di eredità, azione di rivendicazione, azione di riduzione, azione di risoluzione o di rescissione di contratti conclusi dal de cuius, azione revocatoria, azione surrogatoria);

- rinuncia all’eredità, revoca della rinuncia, decadenza dalla facoltà di rinuncia, impugnazione della rinuncia da parte dei creditori;

- successione legittima (successione dei parenti e del coniuge superstite, rappresentazione, quote ereditarie, vacanza dell’eredità e successione dello Stato, successioni anomale);

- successione testamentaria (pianificazione patrimoniale successoria in funzione della conseguente redazione di testamenti olografi, segreti, simultanei e corrispettivi; impugnazione del testamento congiuntivo; disconoscimento, querela di falso e domanda di accertamento negativo per falsità del testamento olografo; motivi erronei e illeciti nel testamento; il testamento “per relationem”; elementi accidentali; disposizioni fiduciarie; sostituzione ordinaria, sostituzione fedecommissaria, rappresentazione e accrescimento; clausola di diseredazione; interpretazione delle disposizioni testamentarie e loro impugnazione per nullità e annullabilità; conversione formale del testamento nullo; sanatoria delle disposizioni testamentarie nulle; revocazione vera e propria e revocazione di diritto del testamento; istanza di esonero dell’esecutore testamentario);

- successione “contra testamentum”, o successione necessaria (successione dei legittimari e intangibilità della quota di legittima, lesione di legittima e riunione fittizia, azione di riduzione e reintegrazione della legittima, la cautela sociniana);

- successione a titolo universale e particolare (responsabilità per i debiti ereditari di eredi e legatari; successione nel possesso da parte dell’erede e accessione del possesso da parte del legatario; istituzione di erede; legato di specie, legato di genere, legato obbligatorio, legato liberatorio, legato di cosa altrui, legato di cosa del legatario, legato di alimenti, legato in sostituzione di legittima, legato in conto di legittima, sublegato e prelegato; la rinunzia al legato);

- comunione e divisione dell’eredità (cessione della quota ereditaria e diritto di prelazione dei coeredi, retratto successorio, divisione dei debiti e dei pesi ereditari; divisione testamentaria, contrattuale e giudiziale; collazione in senso stretto e per imputazione, patto di indivisione, stralcio divisionale, supplemento di divisione, impugnazione della divisione);

- successione in caso di separazione o divorzio (analisi tecnico-giuridica, corredata da puntuali indicazioni pratiche, circa gli effetti del divorzio e della separazione consensuale o giudiziale, con o senza addebito, sul diritto a ereditare quote del patrimonio del coniuge defunto, e a percepire, nel contesto delle c.d. successioni legittime anomale, percentuali della pensione di reversibilità e del trattamento di fine rapporto del de cuius);

- successione nell’impresa (pianificazione dell’ingresso di successori in azienda e redazione di patti di famiglia da concludersi formalmente per atto pubblico; profili fiscali del patto di famiglia; scioglimento del patto di famiglia; impugnazione del contratto istitutivo del patto di famiglia);

- successione internazionale (individuazione, in virtù della vigente normativa internazionalprivatistica, della competenza giurisdizionale e della legge nazionale applicabile alla fattispecie concreta da trattare caratterizzata dalla presenza di elementi di internazionalità; richiesta di rilascio del Certificato Successorio Europeo; predisposizione e presentazione dell’eventuale reclamo al Tribunale, in composizione collegiale, avverso le risultanze del Certificato Successorio Europeo).

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Fatte queste doverose premesse, è evidente che il principale obiettivo da conseguire nel momento in cui si apre una successione ereditaria, è il raggiungimento di soluzioni di giustizia condivisibili per tutti gli eredi, che scongiurino, ove possibile, il ricorso a condotte di negoziato di natura avversariale che molto spesso, in verità, costringono gli avvocati e i loro assistiti a portare sul piano giudiziario la contesa venutasi a creare.

Ma per meglio comprendere l’importanza e le dinamiche di base di un settore dell’ordinamento giuridico nazionale e sovranazionale, davvero particolare come il diritto successorio, è bene procedere, riassuntivamente, ad illustrare alcuni passaggi fondamentali della materia delle successioni.


L’apertura della successione. L’eredità giacente

Dal punto di vista prettamente tecnico-giuridico, va precisato, per cominciare, che l’apertura della successione avviene al momento della morte del de cuius e nel luogo dell’ultimo domicilio dello stesso.

Al riguardo, si è soliti innanzitutto valutare, con particolare attenzione, tanto l’aspetto soggettivo quanto quello oggettivo del fenomeno successorio. Il primo prende il nome di vocazione e corrisponde alla chiamata all’eredità fatta per testamento o per legge, mentre il secondo si identifica con la delazione, ossia con la concreta offerta, in favore del chiamato, del patrimonio del defunto.

Di norma, i due momenti coincidono temporalmente, verificandosi entrambi all’apertura della successione. Esistono però casi in cui, per l’operare ad esempio di una condizione sospensiva inserita in una disposizione testamentaria, la sola delazione è rimandata ad un momento successivo.

Resta inteso che è soltanto al delato, cioè a colui al quale è concretamente attribuito il diritto di accettare l’eredità (e quindi non al chiamato all’eredità), che è riconosciuta, ancor prima dell’accettazione, la legittimazione all’esperimento delle azioni possessorie e al compimento di atti conservativi e cautelari dei singoli beni ereditari.

Dopo l’apertura della successione, può anche capitare che tra la chiamata all’eredità e l’accettazione trascorra un certo periodo di tempo e che, contemporaneamente, il chiamato non si trovi in possesso dei beni ereditari.

Ebbene, in situazioni del genere, allo scopo di garantire tutela giuridica al patrimonio del defunto che altrimenti risulterebbe abbandonato a sé stesso, la normativa ordinamentale prevede l’operatività dell’istituto dell’eredità giacente che comporta la nomina, da parte del Tribunale del circondario, di un curatore dell’eredità stessa, il cui compito si esaurirà nel momento dell’accettazione ereditaria.


La capacità di succedere. L’indegnità

Sono capaci di succedere, disponendo pertanto dell’attitudine a subentrare nella titolarità dei rapporti giuridici che facevano capo al de cuius, tutte le persone fisiche nate o concepite (ma in alcuni casi persino i figli non ancora concepiti di persona vivente) al momento dell’apertura della successione.

La capacità di succedere viene evidentemente riconosciuta anche alle persone giuridiche, ma solo nell’ambito delle successioni testamentarie.

Sono invece totalmente incapaci di ricevere per testamento, tra gli altri, il tutore e il protutore del testatore, nonché il notaio che ha redatto il testamento pubblico e i testimoni e l’interprete intervenuti.

Non rappresenta invece una forma di incapacità, ma una causa di esclusione dalla successione, l’indegnità, la quale interessa quanti, ad esempio, si siano resi responsabili di attentati alla persona fisica del defunto o l’abbiano indotto, con violenza o dolo, a modificare o revocare il testamento.

Sennonché, la legge ha anche previsto la possibilità della riabilitazione dell’offensore attraverso la consapevole eliminazione dell’indegnità da parte della persona offesa.


L’accettazione dell’eredità. La dichiarazione di successione

Con l’accettazione, il chiamato (o meglio il delato) acquista l’eredità, trasformandosi in erede.

Il termine prescrizionale per l’esercizio del diritto di accettazione è stabilito in 10 anni, e decorre dal giorno dell’apertura della successione. Inoltre, resta inteso che ove il delato muoia senza aver accettato l’eredità, il diritto di accettare si trasferisce ai suoi eredi, entrando a far parte dell’asse ereditario.

Quando l’accettazione è pura e semplice, può essere espressa o tacita. Quando viene invece effettuata con beneficio d’inventario, rendendo l’erede responsabile dei debiti ereditari e dei legati soltanto nei limiti del valore dei beni a lui pervenuti, richiede una forma solenne e quindi una specifica dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale del circondario.

Prima dell’accettazione, come più spesso accade, e comunque a prescindere dalla stessa, è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate, entro 12 mesi dall’apertura della successione, la dichiarazione di successione, allo scopo di consentire il calcolo delle imposte dovute in relazione all’ammontare comunicato del patrimonio ereditario.

L’adempimento burocratico in questione e il conseguente pagamento dell’imposta di successione, presentano comunque una valenza puramente fiscale, e non possono pertanto comportare accettazione tacita di eredità.

Un discorso diverso deve essere fatto, invece, con riferimento alla voltura catastale da richiedere obbligatoriamente all’Agenzia delle Entrate, nel termine di 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione di successione, ove, naturalmente, l’asse ereditario comprenda beni immobili.

Invero, la giurisprudenza di legittimità annovera la voltura catastale tra gli atti idonei a determinare l’accettazione tacita dell’eredità, per quanto alcune recenti sentenze di merito abbiano ritenuto di dover esprimere un orientamento nettamente difforme rispetto all’autorevole opinione manifestata nelle sue pronunce dalla Suprema Corte, considerando la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, della modifica dell’intestazione di proprietà di un’immobile, semplicemente un adempimento con funzioni di natura fiscale.


Le azioni a tutela dell’erede. La rinuncia all’eredità

Tra le azioni poste dall’ordinamento a tutela dell’erede, occorre segnalare innanzitutto la petizione di eredità, il cui scopo è di ottenere la restituzione dei beni ereditari, ma anche le già ricordate azioni possessorie e cautelari, nonché le eventuali azioni che spettavano in precedenza al de cuius a salvaguardia dei singoli diritti facenti parte dell’asse ereditario (per esempio, l’azione di risoluzione o di rescissione di un contratto, l’azione revocatoria, l’azione surrogatoria, ecc.).

Per il caso in cui il chiamato non intenda acquistare il patrimonio ereditario, la normativa del Codice Civile ha previsto anche l’operatività dell’istituto della rinuncia all’eredità, che è l’atto attraverso il quale è possibile far cessare gli effetti della delazione.

La rinuncia, in particolare, è un atto solenne che deve risultare da una dichiarazione del chiamato all’eredità, resa al cancelliere del Tribunale del circondario o ad un notaio.

È altresì un atto revocabile nel termine prescrizionale di 10 anni dall’apertura della successione, a condizione che, nel frattempo, l’eredità non sia stata accettata da altri eredi.


La successione a titolo universale e a titolo particolare

La successione mortis causa comporta la trasmissione di rapporti patrimoniali personali o di natura reale (tranne quelli personalissimi come ad esempio l’usufrutto o il diritto agli alimenti), ad altri soggetti individuati dalla legge o per testamento.

La successione, quindi, si considera a titolo universale allorché un soggetto, l’erede, succede, da solo o in concorso con altri, in una quota del patrimonio ereditario, mentre è a titolo particolare quando un legatario subentra in uno o più rapporti giuridici determinati che non è possibile ricondurre ad una quota del patrimonio lasciato da colui della cui eredità si tratta.

La riferita distinzione tra eredità e legato, d’altra parte, assume, in ambito successorio, una rilevanza notevole, sia in relazione alle questioni della successione nel possesso e dell’accessione del possesso, sia con riferimento al tema centrale della responsabilità per i debiti ereditari, di cui i legatari, generalmente, non rispondono mai.


La successione legittima

La successione ereditaria può essere legittima o testamentaria.

Presupposto della successione legittima è, generalmente, l’assenza di un testamento, ovvero l’esistenza di un testamento nullo o privo di disposizioni patrimoniali.

Sono quindi successori legittimi il coniuge e i discendenti del defunto, gli ascendenti, i fratelli e le sorelle dello stesso, nonché gli altri parenti collaterali fino al sesto grado, ai quali è riconosciuta la possibilità di acquistare i beni ereditari secondo un ordine di successione rigorosamente disciplinato dalla legge.

In caso di vacanza dell’eredità, cioè in mancanza di un successibile appartenente alle categorie sopraindicate, a succedere, quale erede necessario, sarà lo Stato, il quale, nondimeno, risponderà dei debiti ereditari unicamente nei limiti del valore dei beni acquisiti.


La successione testamentaria

Nella successione testamentaria, a prevalere è invece la volontà del de cuius espressa mediante testamento.

Il testamento è un negozio formale e, pertanto, deve essere redatto per iscritto, a pena di nullità, sebbene per una parte della dottrina il testamento orale o nuncupativo, sia da considerare addirittura inesistente.

Il contenuto tipico del testamento è di natura patrimoniale, benché spesso non manchino disposizioni di natura non patrimoniale come, ad esempio, la riabilitazione di un indegno a succedere o la designazione di un tutore per il proprio figlio.

Le disposizioni testamentarie, siano esse a titolo universale (istituzioni di erede) o particolare, possono essere formulate sotto condizione sospensiva o risolutiva, ma quando si tratta di disposizioni a titolo particolare, cioè di un’attribuzione di legato, è anche possibile apporre alle stesse un termine iniziale o finale di efficacia.

Tali disposizioni, poi, possono anche prevedere un onere, ossia un determinato comportamento imposto dal testatore all’erede o al legatario per il raggiungimento degli scopi più vari (ad esempio, il versamento annuale di una somma di denaro ad un’associazione benefica, piuttosto che l’istituzione di una borsa di studio).


Le forme del testamento

Quanto alle forme del testamento, è possibile distinguere tra testamenti ordinari (è il caso del testamento olografo e del testamento per atto di notaio, pubblico o segreto) e testamenti speciali, i quali vengono redatti unicamente in presenza di circostanze eccezionali quali calamità pubbliche o guerre.

Caratteristica fondamentale del testamento olografo è di essere redatto, datato e sottoscritto direttamente dal testatore.

Di contro, il testamento pubblico è redatto, alla presenza di almeno due testimoni, da un notaio, sulla base delle ultime volontà che gli ha esposto il testatore.

Il testamento segreto, infine, prevede che il testatore, sempre al cospetto di due testimoni, consegni al notaio una scheda sigillata contenente le disposizioni testamentarie.


Nullità, annullabilità e revocazione del testamento

Con riferimento alla nullità delle disposizioni testamentarie, va detto che la stessa ricorre quando, ad esempio, manchi la redazione per iscritto del testamento o quando, nel testamento olografo, difetti il requisito dell’autografia o della sottoscrizione del testatore.

Si parla invece di annullabilità del testamento, e non di nullità, nei casi in cui, per esempio, il testatore risulti essere un minore di età o un soggetto colpito da interdizione giudiziale.

Come è noto, il nostro ordinamento giuridico, a garanzia della libertà testamentaria, riconosce al testatore anche il potere di revoca del testamento.

La revocazione può essere espressa ed essere contenuta in un atto ricevuto da notaio; tacita, nel caso di testamento posteriore incompatibile col precedente; oppure presunta, la quale ricorre, per esempio, nei casi di distruzione o cancellazione del testamento olografo.

Esistono però anche ipotesi di revocazione di diritto delle disposizioni testamentarie, come nel caso di sopravvenienza, dopo la compilazione del testamento, di un figlio o di un discendente del testatore.


La successione “contra testamentum”, o successione necessaria

Con riguardo alla successione testamentaria, occorre tenere conto di una particolare categoria di successibili, i legittimari (coniuge, figli e ascendenti), a cui la legge riconosce il diritto intangibile ad una quota del patrimonio ereditario (c.d. legittima o riserva) indipendentemente dalle disposizioni dell’autore del testamento.

In caso di lesione di legittima da parte del titolare del patrimonio ereditario, verificatasi in conseguenza di atti di donazione o di disposizioni mortis causa, è necessario reintegrare la legittima lesa attraverso la proposizione dell’azione di riduzione.

Preliminarmente, si deve però procedere alla cosiddetta riunione fittizia, ovverosia ad una particolare operazione contabile diretta a stabilire l’effettivo ammontare dell’asse ereditario al momento dell’apertura della successione, al fine di appurare se siano stati violati i diritti dei legittimari.


La comunione ereditaria e la divisione

A conclusione di questa breve trattazione, merita di essere menzionata anche la comunione ereditaria, che si ha allorché al de cuius succedono più eredi che diventano comproprietari dei beni ereditari.

Ebbene, tale comunione cessa, come è noto, con la divisione, in seguito alla quale ad ogni coerede vengono assegnati, il luogo della quota ereditaria, diritti esclusivi su beni specifici.

La divisione può essere amichevole (o contrattuale), testamentaria, oppure giudiziale. Ed è proprio nel corso della prima fase della divisione giudiziale, finalizzata alla formazione della massa ereditaria, che si procederà alla collazione, cioè all’atto col quale i figli del de cuius, i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione, devono conferire alla massa ereditaria stessa, tutti i beni che hanno ricevuto dal defunto per donazione, direttamente o indirettamente, allo scopo di dividerli con gli altri coeredi, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati.


La successione nell’impresa e i patti di famiglia

Non meno importante risulta essere, nell’ambito del diritto delle successioni, il tema della successione nell’impresa e dei patti successori di tipo dispositivo introdotti nel corpo del Codice Civile dalla legge 14 febbraio 2006, n. 55, ed ora disciplinati dagli articoli 768 bis e seguenti del codice di diritto sostanziale.

Il patto di famiglia, in particolare, attraverso un contratto da concludersi, a pena di nullità, per atto pubblico, consente all’imprenditore di trasferire, in tutto o in parte, la propria azienda (e al titolare di partecipazioni societarie di trasferire, in tutto o in parte, le proprie quote) ad uno o più discendenti, allo scopo di affrontare nel modo più efficace il passaggio generazionale garantendo la continuazione dell’impresa.

Alla stipulazione del contratto devono partecipare tutti coloro che sarebbero legittimari del disponente qualora in quel momento si aprisse la successione nel patrimonio dell’imprenditore. È altresì previsto che l’assegnatario dell’azienda o delle partecipazioni, debba liquidare agli altri legittimari una somma corrispondente al valore delle quote riservate ai legittimari stessi dalla normativa codicistica.

Resta quindi da precisare che pur essendo il patto di famiglia un contratto plurilaterale sorretto da una causa donativa, le attribuzioni dallo stesso contemplate non sono soggette né a collazione, né a riduzione.

Si osserva, infine, che il contratto che istituisce un patto di famiglia può essere sciolto o modificato dalle medesime persone che l’hanno concluso, ma soltanto con le modalità tassativamente previste dal Codice Civile.


Brevi cenni in materia di Diritto internazionale privato delle successioni

Da ultimo, in materia successoria va rapidamente segnalata anche l’importanza degli articoli 46 e seguenti della Legge n. 218/1995 e del Regolamento UE n. 650/2012, giacché costituiscono i principali riferimenti normativi del Diritto internazionale privato delle successioni.

Al riguardo, in particolare, mette conto evidenziare che il diritto comunitario riconosce nella residenza abituale del defunto al momento della morte, il nuovo criterio di collegamento per l’individuazione della competenza giurisdizionale e della legge applicabile alle fattispecie successorie che presentino elementi di transnazionalità o di estraneità rispetto all’ordinamento statale nel quale sono sorte.

Ciò nondimeno, il diritto della Ue non ha comportato l’abrogazione della surriferita normativa italiana con esso incompatibile, la quale rimarrà pertanto applicabile per tutti gli aspetti non espressamente disciplinati dal citato Regolamento europeo.

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Lo Studio Legale Mauro, in conclusione, resta quindi a disposizione degli interessati per ulteriori chiarimenti o informazioni in relazione alle materie affrontate, allo scopo di fornire, sin da subito, ai propri interlocutori e ai propri clienti, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale, la consulenza tecnica e l’assistenza legale necessarie al buon esito dei casi trattati.


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