I patti successori sono vietati non solo perché potrebbero determinare il votum captandae mortis (ossia il desiderio della morte di una persona per poter fruire dei suoi beni), ma anche perché, vincolando contrattualmente il de cuius, privano quest'ultimo, fino al momento della sua morte, della libertà riconosciutagli dall’ordinamento di disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

D’altra parte, l'art. 457 cod. civ., nello stabilire che «l'eredità si devolve per legge o per testamento», esclude che la successione possa devolversi per contratto, vietando pertanto la regolamentazione pattizia del fenomeno successorio.

(Cassazione 21/11/2017, n. 27624)