Nel nostro ordinamento giuridico deve ritenersi valido ed efficace il mandato post mortem exequendum conferito ed accettato durante la vita del mandante, avente ad oggetto un incarico (anche se di contenuto patrimoniale) da eseguirsi dal mandatario dopo la morte del mandante stesso, per conto di questo (ad esempio, la materiale consegna al terzo donatario di un bene già formalmente donatogli in vita dal mandante).

Dev'essere invece negata validità al mandato contrattuale che in qualsiasi forma e modo importi, attraverso l'esecuzione da parte del mandatario dopo la morte del mandante, una trasmissione mortis causa di beni patrimoniali, inerenti all'eredità, a favore di terze persone, trattandosi, in tale ultimo caso, di atti di disposizione mortis causa di beni ereditari che devono necessariamente rivestire la forma propria delle disposizioni testamentarie.

(Cassazione 15/05/2018, n. 11763; Cassazione 24/04/1965, n. 719; e Cassazione 04/10/1962, n. 2804)