I chiamati all’eredità che raggiungano tra loro un’intesa finalizzata a non far valere il testamento del de cuius per potersi ripartire il patrimonio ereditario in parti uguali in applicazione delle regole della successione legittima, pongono in essere un atto di disposizione delle relative quote che dovrà rivestire la forma scritta, a pena di nullità, soltanto se presuppone il trasferimento di beni immobili da uno degli eredi favorito dalle disposizioni testamentarie ad un altro.

(Cassazione 01/07/ 2002, n. 9513; e Cassazione 28/11/88, n. 6414)