Posto che la successione mortis causa comporta il subingresso dell'erede nell’universum jus defuncti, ossia nella titolarità dei rapporti attivi e passivi del defunto con gli stessi poteri e i medesimi limiti previsti per quest'ultimo, ove nel patrimonio del de cuius vi siano beni di una eredità dallo stesso accettata in passato con beneficio d’inventario, la disciplina giuridica alla quale detti beni sono stati assoggettati (che è quella disposta dagli articoli 490 e seguenti del Codice Civile) in conseguenza dell’accettazione in questione, non smette di operare a causa della successiva delazione nemmeno qualora la relativa eredità sia accettata puramente e semplicemente.

(Cassazione 05/10/93, n. 9842)